Sarde In Saor 2
Ingredienti 600 gr sarde freschissime 50 gr uvetta sultanina 50 gr pinoli 400 gr cipolle bianche (2 cipolle da 200 g) 2 cucchiai olio doliva extra-vergine olio per friggere 30 cl aceto di vino bianco 1 manciata farina alcuni grani pepe 1/2 bicchiere vino bianco 3 chiodi di garofano 1 cucchiaino semi di coriandolo sale
Come preparare la Sarde In Saor 2 Preparazione Squamate le sarde raschiandole leggermente con un coltellino, togliete loro la testa prendendola fra due dita e tirandola in avanti: in questo modo verranno via anche le interiora. Tagliate anche le pinne quindi lavatele e asciugatele con la carta da cucina. Sciacquate luvetta con acqua tiepida e mettetela a rinvenire nel vino bianco. Riempite per metą la padella dei fritti con lolio e fatelo scaldare. Infarinate i pesciolini e, quando lolio č ben caldo, metteteli in padella lasciandoli dorare dalle due parti quindi tirateli su e appoggiateli su un doppio foglio di carta da cucina che assorbirą lunto in eccesso. Via via che le sarde sono pronte spolveratele di sale e tenetele da parte cambiando eventualmente la carta su cui sono appoggiate. Spellate le cipolle e affettatele sottili. Scaldate i due cucchiai dolio in una padella antiaderente e fatevi appassire le cipolle, mescolandole spesso. Quando saranno trasparenti e cominceranno a prendere colore, bagnatele con laceto e unitevi il pepe, il coriandolo e i chiodi di garofano. Fate bollire per due o tre minuti e spegnete la fiamma. In una piccola terrina formate uno strato di sarde, copritele con parte delle cipolle e cospargetele con parte dei pinoli e delluvetta sgocciolata e asciugata. Continuate a formare gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti e terminate con uno strato di cipolle. Versate su tutto la salsa di aceto quindi coprite la terrina con pellicola trasparente e fate riposare la preparazione per almeno 24 ore prima di consumarla. Conservatela nella parte meno fredda del frigorifero togliendola qualche ora prima di servirla. Il saor č una tipica preparazioni della Laguna Veneta che risale al tempo in cui, in assenza di frigoriferi, cera la necessitą di mascherare lodore non proprio gradevole del pesce poco fresco. Si preparano nello stesso modo anche le acciughe e le piccole sogliole da frittura. E un piatto veramente squisito che consigliamo di preparare in abbondanza perché dopo due o tre giorni, quando i sapori si sono ben amalgamati, risulta ancora migliore.
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